Dai raffinati manufatti in bronzo dell’età etrusca alle sapienti sculture in marmo dell’epoca romana, queste opere offrono scorci sulla storia più antica del Paese. Capolavori di qualità museale, accessibili senza biglietto né code, lungo il percorso diffuso di Arte Fuori dal Museo
Tutte le opere in mostra presso gli alberghi elencati sono prestiti concessi sotto la tutela del Protocollo firmato tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, Federalberghi Lazio e l’associazione non-profit LoveItaly, che mira alla divulgazione e democratizazione del patrimonio culturale italiano. Le opere sono state selezionate tra quelle attualmente conservate nei depositi museali perché necessitano di restauro prima di essere esposte e mancano i fondi. Come capita in quasi tutti i paesi del mondo, ci sono migliaia, anzi milioni, di oggetti che aspettano il loro turno sotto i riflettori.
Il circolo virtuoso di Arte Fuori Dal Museo offre un riflettore speciale, l’esposizione in un albergo della capitale per far conoscere la propria storia a residenti e visitatori. Ciascun albergo ospitante provvede ai fondi per il restauro dell’opera che ospita, come anche della teca e il del trasporto. Il restauro di un’opera storica offre inoltre tante possibilità di approfondire la conoscenza dell’artefatto tramite la ricerca che accompagna l’intervento e, in molti casi, lo studio dei materiali e metodi utilizzati.
Ogni opera racconta la sua storia, insieme raccontano pezzi importanti della storia di tutti.
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Ciste e Beauty Case Etruschi
Palazzo Dama, Lungotevere Arnaldo da Brescia | Hotel Dom, Via Giulia
Prestiti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia



Le donne etrusche godevano di una indipendenza e una libertà di movimento che le rende più simili ai nostri tempi. Per esempio, potevano participare nella vita pubblica al pari degli uomini, avevano il diritto di possedere proprietà e di gestire attività commerciali. Non mancavano neanche i riti di bellezza come dimostrano gli oggetti in mostra presso gli alberghi, Palazzo Dama e Hotel DOM, prestiti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Le ciste – cilindri di bronzo, spesso con coperchio e maniglia ornati e incisi con scene significative – erano l’equivalente dell’odierna beauty case, usate dalle donne per tenere gli articoli per la toeletta, per la cura dei capelli e le unghie. Erano spesso offerte alla sposa come regalo di nozze.
La grande cista presso Palazzo Dama è notevole per la scena incisa del promesso sposo che ascolta consigli prima di prendere le armi e partire e per quella della donna che si prepara al bagno, mentre la cista presso Hotel Dom è una piccola gioia, ornata di pantera e con i piedi di grifone. Nella teca, c’è una piccola testa, anche questa di bronzo, di grande bellezza – forse un ritratto di Turan, dea etrusca della bellezza, che nasconde nei capelli un cardine che dava accesso agli unguenti profumati.

Non mancano le donne romane, a partire da un’altra dea della bellezza – la greco-romana Afrodite / Venere.
Il famoso capolavoro in bronzo creato da Prassitele per il Tempio di Cnidos – che ritrae la dea in procinto di fare il bagno, clamorosamente nuda – ha ispirato molte copie… fortunatamente, perchè l’originale è andato perso.
La testa di Afrodite Cnidia in esposizione presso l’Albergo del Senato porta segni di una sommersione in acqua, probabilmente nel porto dell’antica Centumcellae (odierna Civitavecchia). Ma questi segni non oscurano in nessun modo la bellezza del ritratto, la cui grandezza e peso (60kg) fa pensare ad una statua eretta in protezione dei navigatori marini.
Parte della collezione del Museo nazionale archeologico di Civitavecchia (ROMA), il prestito è concesso dal Museo e dalla Direzione Regionale Musei Lazio.
Testa di Afrodite Cnidia
Hotel del Senato, Piazza della Rotonda
Tutta intera invece la statua della Dea Roma (o Virtus) esposta presso il Bettoja Hotel Mediterraneo, anche questa di marmo. Con un costume di ispirazione amazzonica, la dea porta armi e elmo, in rappresentazione non solo del potente capitale dell’impero romano ma anche della qualità ambita in quella cultura – virtus. La statua, la cui provenienza è persa, tornerà al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a fine termine.
Dea Roma o Virtus
Bettoja Hotel Mediterraneo, Via Cavour
Prestito del Museo Nazionale Romano

Il potere terrestre è rappresentato anche da due potenti donne: l’Imperatrice Faustina Maggiore e Domizia Lucilla, madre dell’Imperatore Marco Aurelio. Le cognate sono esposte nella stessa via, presso l’Hotel Diana e l’Hotel Universo.

Domizia Lucilla, nobildonna di una bellezza quasi moderna, si è resa famosa nella storia per la sua modestia e gentilezza, nonostante la ricchezza che possedeva.
Ritratto di Domizia Lucilla
Hotel Universo, via di Principe Amedeo
Prestito dal Parco Archeologico di Ostia Antica
I ritratti marmorei sono stati trovati entrambi negli scavi di Ostia Antica e sono prestiti del Parco Archeologico, come l’ultima opera che invece proviene dalla Necropoli di Porto a Isola Sacra.

Ritrattto di Faustina Maggiore
Faustina Maggiore, moglie dell’Imperatore Antonino Pio, è stata deificata dopo la morte dal marito e un tempio eretto ai loro nomi sorge imponente nei Fori Imperiali tuttora.
Hotel Diana, Via Principe Amedeo
Prestito del Parco archeologico di Ostia Antica
Chiude il percorso forse la donna più potente di tutte – la mitologica parca Lachesi. Lei condivideva il compito di determinare il destino umano con le sue due sorelle: Cloto tesseva il filo della vita di un individuo, Lachesi lo misurava e ne determinava la lunghezza e Atropo, implacabilmente, lo tagliava. Nemmeno gli dei dell’Olimpo ne erano esenti.
Parca Lachesi
Hotel Scalinata di Spagna, Piazza Trinità dei Monti
Prestito del Parco archeologico di Ostia Antica

L’affresco – in prestito al Hotel Scalinata di Spagna – ci ricorda di apprezzare appieno la bellezza della vita … compito non difficile dall’alto di piazza Trinità dei Monti con la sua impareggiabile vista su Roma.
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Si ringraziano:
Fondazione Roma
Fondazione Ludovico degli Uberti


