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Sant’Antonio di Padova

Sant’Antonio di Padova

La Pontificia Basilica di S. Antonio è uno tra i maggiori capolavori dell'arte veneta e mondiale. La sua storia architettonica, monumentale e artistica è fatta di eccellenze - dal Medioevo alla contemporaneità - con contributi di  artisti come Giotto, Donatello, Tiziano, Pietro, Antonio e Tullio Lombardo, Sansovino, Parodi, Tiepolo, Annigoni.

Padova

Italia

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Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona, venne proclamato santo da papa Gregorio IX: la sua canonizzazione fu fulminea, appena 11 mesi dopo la sua morte, avvenuta il 13 giugno 1231. Da allora, per i cittadini padovani, la basilica innalzata in suo onore è nota semplicemente come ‘il Santo’.

Costruita tra il 1232 ed il 1310, la Basilica sorge a fianco della piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini – oggi la Cappella della Madonna Mora – vicino alla quale nel 1229 fu fondato un convento dei francescani, forse proprio da Sant’Antonio che vi soggiornò tra il 1229 ed il maggio 1231.

I lavori di costruzione della monumentale basilica furono eseguiti con celerità, a riprova dell’amore e della venerazione che il frate Antonio fin da subito destò nei cuori dei fedeli. 

La Pontificia Basilica di S. Antonio è uno tra i maggiori capolavori dell’arte veneta e mondiale. La sua storia architettonica, monumentale e artistica è fatta di eccellenze – dal Medioevo alla contemporaneità – con contributi di  artisti come Giotto, Donatello, Tiziano, Pietro, Antonio e Tullio Lombardo, Sansovino, Parodi, Tiepolo, Annigoni.

 

 

Oggi, la sua tomba nella Basilica – la Veneranda Arca del Santo – attira un flusso costante di visitatori, pellegrini e supplicanti. mondo è anche uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità.

La Veneranda Arca di Sant’Antonio

L’IMMAGINE PIÙ ANTICA

Tra gli straordinari elementi storico-artistici della Basilica, la controfacciata è di particolare interesse in quanto parte più antica della chiesa.  In una delle nicchie interne nel pilastro addossato al muro, è ospitata una delle prima rappresentazioni di Sant’Antonio, tra le raffigurazioni più antiche del Santo conservate nella Basilica. Nello stesso ciclo sono raffigurati, con un affresco più recente, il francescano Ludovico di Tolosa recente e Lucia, una delle figure femminili più innalzate all’onore degli altari, tra le più diffuse nel Medioevo e tra i francescani.

Sant’Antonio, quasi fosse fisicamente presente, è ritratto a grandezza naturale e in atto di benedire, a sottolineare l’interazione tra la figura dipinta e il fedele che vi si avvicina. E’ tuttavia sopraelevato rispetto all’osservatore, a indicarne uno status diverso. Con la mano destra regge il volume, simbolo della propria dottrina. L’autore dell’affresco si esprime in un linguaggio dalle forme solide e di comunicatività immediata.

Di un’importante forza iconica,  il dipinto è espressione di come, nella prima metà del Trecento, la lezione giottesca sia ancora viva e vitale nel contesto padovano. 

Si può pensare che questo affresco, situato in un punto così strategico all’ingresso della chiesa, avesse funzione come richiamo alla devozione dei fedeli, ‘accolti’ al loro entrare.

UN URGENTE INTERVENTO DI RESTAURO 

L’immagine versa in un preoccupante stato conservativo e un immediato intervento è necessario per interrompere il degrado e ricostituire la completa leggibilità. 

È necessario intervenire nel consolidamento degli strati più profondi. Si procederà con la rimozione degli intonaci di vecchi restauri e la stesura di nuovi materiali. Si eseguiranno esami chimici volti a determinare con maggior precisione la tecnica esecutiva e verranno infine colmate le lacune. 

Il restauro potrà rivelarsi prezioso anche per controllare la presenza di eventuali tracce di affresco sottostanti alle figure attuali, che potrebbero convalidare l’idea della presenza di immagini antoniane e /o francescane precedenti a quelle che vediamo, in uno dei punti più antichi della costruzione.

Ma sopratutto il restauro assicurerà il futuro di questo prezioso e fragile dipinto.

 

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Istituita nel 1396 la Veneranda Arca di S. Antonio di Padova è l’Ente a cui è affidato il compito di provvedere alla conservazione e al miglioramento degli edifici monumentali della Basilica di Sant’Antonio da Padova e degli altri stabili. È costituita da cinque cittadini di Padova, eminenti per rettitudine e capacità, coadiuvati da due religiosi, il rettore della basilica e un membro laico nominato dalla Santa Sede. Nel 2000 una speciale commissione del Consiglio di Stato ha decretato che le fabbricerie, a cui l’Arca è assimilata, debbano essere considerate enti privati a rilevanza pubblica.  www.arcadelsanto.org

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