Il Sarcofago di Tiaso Marino

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Roma, Italia

La Storia

Obiettivo Raggiunto. Grazie!

Come per tutte le belle storie, anche il Tiaso Marino ha trovato il suo lieto fine. LoveItaly ha sostenuto con successo il progetto di restauro del Sarcofago, finalmente restituito alla sua bellezza. Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione fra il team di LoveItaly, la direzione dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) di Roma, i giovani restauratrici ma soprattutto grazie a tutti coloro che hanno donato per rendere il progetto possibile.

Il successo di questo progetto ci conferma che anche donare un solo euro può fare la differenza e ci motiva a fare sempre meglio in futuro. Quindi un grazie di cuore a tutti voi che ci avete sostenuto, continuate così!

Qui sotto sono le foto del Sarcofago dopo il restauro scattate da Paolo Piccioni, Responsabile Documentazione fotografica dell’ISCR.  Inoltre, in allegato il link alla scheda del restauro completo che si trova sul sito dell’ISCR.

Conservazione del sarcofago dal prestigioso ISCR

Siamo nel grande scalone di un sontuoso palazzo romano del Settecento, Palazzo Corsini. Ai lati i preziosi rilievi di quattro sarcofagi in marmo di età imperiale, capolavori di artisti della Roma antica. Splendono tutti di fresco restauro tranne uno: un imponente sarcofago raffigurante un conturbante corteo (tiaso) marino con Tritoni e Nereidi che volteggiano tra le onde.

Grazie al tuo sostegno, questo gioiello del II sec. d.C. potrà riacquistare la sua lucentezza.

Il prestigioso Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) di Roma è già pronto: gli allievi della Scuola di Alta Formazione (SAF), che si sono già cimentati nel restauro degli altri tre sarcofagi, ridoneranno splendore anche al “Tiaso Marino”: unisciti a noi!

L’ISCR è un istituto di grande tradizione che, da sempre, coinvolge i suoi studenti nell’intervento diretto sui manufatti originali: con il supporto di docenti esperti, i giovani talenti del restauro entrano da subito in relazione con la Bellezza e la sua delicata opera di ripristino.

Siamo in tanti a credere che lo sforzo comune possa fare molto per il patrimonio artistico culturale italiano. Non esiste energia più potente di quella di una comunità che riscopre le tracce del proprio passato e le valorizza per costruire il futuro. Sostieni LoveItaly nel restauro del Tiaso Marino, aiutaci a ritrovare una parte importante della nostra storia.

Il Sarcofago “Tiaso Marino”

Il sarcofago “Tiaso Marino” rientra tra i pregiati reperti archeologici delle collezioni museali della Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma.

La raccolta Corsini costituisce il nucleo principale della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, prima galleria nazionale italiana, fondata in seguito alle acquisizioni Torlonia e Monte di Pietà (1892), col chiaro intento del nuovo stato italiano di dotarsi di un istituto finalizzato a salvaguardare un patrimonio di inestimabile valore, fino ad allora sopravvissuto sotto la tutela della Chiesa, garantendolo alla pubblica fruizione.

L’importante manufatto di età imperale è attualmente esposto sullo scalone principale del Palazzo e fa parte di un insieme di 4 sarcofagi, esposti alla vista dei visitatori, di cui 3 sono stati già stati restaurati nel corso dei cantieri didattici della Scuola di Alta Formazione (SAF) dell’ISCR.

Il restauro del quarto sarcofago di età imperiale raffigurante “Tiaso marino” costituisce quindi un importante attività con la quale sarà possibile completare l’esposizione di questa parte delle collezioni della galleria.


Video delle testimonianze degli esperti dell’ISCR

Stato di Conservazione del Sarcofago

Il fronte del sarcofago ha una decorazione che va dall’alto rilievo al basso rilievo sino allo stiacciato e definisce una raffigurazione complessa che si svolge sui tre lati: un corteo marino in un’illusione di movimento continuo, procede sulle onde del mare dove giovani Tritoni suonano il caratteristico corno marino, il Kochlos, e le Nereidi con i mantelli gonfiati dalla brezza sono sedute sulle spire dei delfini. Anche il coperchio a tetto è decorato con due spioventi rifiniti da frontoncini e acroteri agli angoli.

Lo stato di conservazione del manufatto è caratterizzato da uno scurimento diffuso che devia l’originale cromia del marmo, riconducibile alle manutenzioni a cui è stato sottoposto durante la permanenza nelle sale museali, mentre le profonde fratture che percorrono il coperchio sono, presumibilmente, contestuali a movimentazioni precedenti.

Il manufatto ha caratteristiche tecniche e conservative utili a fini didattici per il percorso di studio degli allievi del primo anno dell’ ISCR.

Nota Storica

Nell’antica Grecia, il tiaso (θίασος, thíasos) era un’associazione di carattere prevalentemente religioso. Nato come compagnia dionisiaca, che si dedicava al canto e alle danze orgiastiche proprî del culto di Dioniso, in seguito il tiaso si estese al culto di altre divinità quali Afrodite ed Eracle. Importanti furono anche i tiasi esclusivamente femminili di Sparta e Mitilene, costituiti da Saffo e Alcmane, che divennero celebri per la produzione poetica legata all’attività di questi poeti. Più tardi, in età ellenistica, il termine passò a indicare genericamente associazioni o confraternite religiose e successivamente, per estensione, con tiaso furono indicati anche raggruppamenti di persone molto eterogenei tra di loro.

Il tiaso dionisiaco

Nel tiaso dionisiaco, il corteo al seguito di Dioniso, i membri più significativi erano costituiti dalle Menadi, figure a metà tra l’uomo e gli animali selvaggi, come i Sileni e i Satiri. Esse, denominate anche “baccanti”,“invasate”, Naiadi, Ninfe, partecipavano al furore indotto dal culto orgiastico proprio di questo dio. Ricoperte da una pelle di cerbiatto – talora di volpe – e coronate di edera, la pianta sacra a Dioniso che masticata dava ebbrezza, le Menadi correvano sulle montagne durante le feste dionisiache, al suono assordante di cembali, timpani e flauti, trascinando il cerbiatto, animale che simboleggiava più frequentemente Dioniso. Quando la corsa e i canti avevano scaldato l’eccitazione fino al parossismo, le donne addentavano l’animale, lo squartavano e ne mangiavano le carni, incorporando in tal modo la vita del dio stesso.

Il tiaso di Saffo

La poetessa lirica Saffo, vissuta tra il VII e il VI secolo a.C, fondò nell’isola di Lesbo un tiaso legato al culto di Afrodite. Sacerdotessa del tiaso era Saffo stessa. In questo luogo venivano mandate le ragazze di famiglia aristocratica per essere istruite e preparate al matrimonio e alla vita adulta. Le tiadi apprendevano discipline come il canto, la danza, la poesia, la ricerca della bellezza e praticavano riti religiosi in onore di Afrodite. L’educazione delle fanciulle comprendeva anche la sfera amorosa e spesso si instauravano tra allieve, così come con la stessa Saffo, legami di natura omoerotica. Tali rapporti erano frequenti e incoraggiati nella società della Grecia arcaica e in particolare nell’isola di Lesbo, in quanto erano considerati propedeutici all’amore eterosessuale del matrimonio.

Costi del Progetto

MISURE- SARCOFAGO: mt 2,00×0,55×0,62 – COPERCHIO: mt 2,12.2,15×0,62×0,16; altezza timpani mt 0,115

Opere provvisionali: recinzione dell’area di cantiere, comprensiva di impianto elettrico, con adduzione manuale di acqua
 € 2.500,00
Movimentazione del coperchio: (stima riferita a ditte specializzate tipo Minguzzi-Arteria), €1.700,00
Smaltimento dei rifiuti tossici; € 1.000,00
Materiali di facile consumo: € 1.500,00
Attrezzature fisse: (nolo Laser per pulitura delle superfici soggette a incrostazioni) € 2.500,00
TOTALE € 7.850,00 + IVA 22% € 1.727,00 = € 9.577,00

Oltre ai costi del restauro, ci sono oneri equivalenti al 3% per costi relativi alla piattaforma di crowdfunding, 3% per spese amministrative dell‘Associazione, i costi per la produzione del video nonché la commissione per la carta di credito. I fondi da raccogliere per coprire tutti i costi ammontano a 12,000 euro.

Istituto Nazionale per la Conservazione ed il Restauro

L’eccellenza del restauro in Italia

L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR), è stato fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan, famoso critico d’arte e politico fortemente impegnato nella difesa dei beni culturali.

Diretto dai suoi albori fino al 1959 da Cesare Brandi, critico e storico d’arte, l’istituto ha mantenuto pressoché uguali i compiti per la quale fu istituito, ovvero quello di essere un ente specializzato nel campo del restauro e della conservazione delle opere d’arte e del patrimonio culturale. All’interno dell’ISCR opera la Scuola di Alta Formazione, denominata SAF, alla quale compete l’attività formativa dei futuri restauratori. Inoltre, con DM del 7 ottobre 2008, l’ISCR è diventato organo tecnico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed afferisce al Segretariato Generale.

L’Istituto, pertanto, è il luogo ideale in cui si svolgono contemporaneamente la ricerca, la formazione e l’attività sistematica e continua di restauro e di sperimentazione, affinchè la teoria si possa sposare con la pratica tramite l’approccio multidisciplinare. Storici dell’arte, architetti, archeologi, fisici ed esperti nei controlli ambientali, chimici, biologi, restauratori delle diverse tipologie di materiali costitutivi dei manufatti di interesse storico e culturale, lavorano insieme al suo interno, rendendo unico al mondo l’ISCR.

L’impegno dell’istituto si è nel tempo ampliato e grazie al suo Sistema Informativo Territoriale, è stata creata la “Carta del rischio del Patrimonio Monumentale”, un potente strumento di conoscenza che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, distribuito nelle città storiche e nel territorio italiano in relazione ai principali fenomeni di rischio naturale (terremoti, inquinamento, ecc.) e antropico (furti, incendi, abuso turistico). Grazie alla “Carta del Rischio” è possibile definire, quindi, una politica di interventi conservativi, di manutenzione e di restauro ovunque sia necessario agire per preservare la bellezza dell’arte in Italia.

Tra gli importanti restauri dell’istituto si possono citare quello di Assisi, prima e dopo il terremoto, il Cenacolo di Leonardo a Milano, la statua bronzea del Marc’Aurelio, i reperti subacquei, i Guerrieri di Riace, le pitture murali di Tarquinia e Pompei, la Torre di Pisa, ma questi sono solo una piccolissima parte della preziosa attività che l’ISCR ha svolto negli anni.

L’ISCR ha aperto una sua sede anche a Matera, nominata Capitale Europea della Cultura 2019. La sede allestita nel complesso di Santa Lucia Nova è la prima al sud e permetterà ai suoi studenti di conoscere e migliorare l’eccellenza del restauro dell’istituto stesso, con la loro passione e il loro talento per l’arte.

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